(Nota: coordinamento di cui facciamo parte anche noi)
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Coordinamento Comitati Monza - Alcune domande all'Assessore sulla nuova variante al PGT - Vorrei | Rivista non profit
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sabato 19 gennaio 2019
venerdì 30 novembre 2018
BASTA CEMENTO: A MONZA 7MILA CASE VUOTE!
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giovedì 31 maggio 2018
Come sarà Monza tra 10 anni? - Vorrei | Rivista non profit
Come sarà Monza tra 10 anni? - Vorrei | Rivista non profit: Alla domanda del titolo di questo articolo penso che pochi possano rispondere con certezza. Certo l’amministrazione comunale, con strumenti urbanistici...
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giovedì 22 marzo 2018
Piano attuativo in via Val D’Ossola (ex Garbagnati): Nuove pesanti edificazioni in un’ansa del Lambro!
COMUNICATO STAMPA
Piano attuativo in via Val D’Ossola (ex Garbagnati)
Nuove pesanti edificazioni in un’ansa del Lambro!
E’ noto a tutti che edificare a ridosso di un fiume è sconsigliabile. Troppo spesso le cronache italiane (e non solo quelle) mostrano gli effetti rovinosi di tale logica che porta poi a disastri ambientali e possibili danni per gli abitanti di quegli insediamenti. Nonostante questo, la Giunta di Monza, con la deliberazione n. 17 del 23/01/2018 ha adottato l’ennesimo Piano attuativo, pur consentito dal PGT vigente (dal 3 maggio 2017). Già a suo tempo noi abbiamo ritenuto che quella scelta edificatoria fosse sbagliata, presentando osservazioni al PGT allora solo adottato (il 7 luglio 2016).
Premesse
Si tratta di un’area industriale dismessa dal marzo del 2013 (ex Garbagnati), posta tra la via Val D’Ossola e via Monte Grappa (Quartiere San Rocco), in un’ansa del Lambro, già soggetta nel novembre del 2002 a esondazione che ne interessò la parte est. Per questi motivi si tratta di un ambito particolarmente delicato dal punto di vista idraulico e naturalistico.
E’ bene ricordare che nel PRG del 1971 quegli immobili erano destinati a Verde pubblico, proprio perché il Progettista di allora (prof. Piccinato) riteneva che tale industria avrebbe dovuto rilocalizzarsi altrove. Altrettanto si dica del PRG redatto dal prof. Benevolo, adottato nel 1997, che destinava l’area a Parchi territoriali (Cascinazza - Medio Lambro).
Solo con il PGT approvato nel 2007 a tali immobili venne confermata una destinazione produttiva nel Piano delle regole; invece ora, nel PGT 2017, è prevista una destinazione prevalentemente residenziale (80%) e per il restante commerciale – produttiva – direzionale - ricettiva (20%) all’interno dell’ambito di trasformazione AT_19 del Documento di Piano.
La localizzazione della ex Garbagnati era dunque palesemente sbagliata fin dalle sue origini ma, passo dopo passo, dalla giusta previsione di restituire a quell’area la sua evidente vocazione naturalistica si è giunti addirittura a prevedere la costruzione di ben 17 condomini!
Considerazioni nel merito del PA
Si tratta di un pesantissimo intervento edificatorio di 82.131 metri cubi, di cui 67.347 residenziali (17 edifici di 4-5 piani pari a circa 300 appartamenti) e altri 14.784 mc con altre destinazioni (commerciali, ricettive, integrative). Tutto questo, come detto anche nella scheda di tale AT, in una zona particolarmente delicata.
Basti pensare che tutta quell’area è compresa nel Corridoio primario della Rete ecologica regionale (RER) nonché nella fascia di 150 metri del fiume Lambro, ai sensi del comma 1, lettera c) dell’art. 142 del D.lgs. 42 del 2004.
Non solo. Il PGT vigente prevede sulla vicina area della ex Fossati e Lamperti, con ingresso da via Toniolo, un Ambito di trasformazione (AT_17) con una potenzialità edificatoria di circa 120.000 metri cubi con una destinazione commerciale, terziaria e produttiva. Questo fatto, che comporterà gravi congestioni da traffico, non è stato considerato nello studio viabilistico del Piano attuativo in questione. Tanto più che quella zona è assai poco servita da mezzi pubblici. Neppure è stato valutato il rispetto del principio dell’invarianza idraulica di cui alla LR 12/2005 (art. 58 bis) e del suo recente Regolamento regionale (n. 7/2017).
Si deve inoltre considerare che dal 2010 ad oggi sono stati approvati dal Comune una trentina di Piani attuativi, spesso neppure iniziati e/o conclusi, per circa 400.000 metri cubi di residenza (circa 4 mila nuovi abitanti) che gravano sul mercato edilizio di Monza dove, stando ai dati del censimento, vi sono già almeno 3.700 alloggi sfitti.
Se è giusto cercare di recuperare le aree dismesse presenti in Città, questo non può esimere l’amministrazione comunale da programmare e pianificare il territorio considerando tutti gli aspetti ambientali, sia dal punto di vista naturalistico, del traffico indotto sia dei reali fabbisogni di nuove edificazioni, soprattutto residenziali, quando la popolazione di Monza è praticamente stabile da 35 anni a 122 mila residenti.
Osservazioni
Per tutti i motivi sopra esposti il Coordinamento di alcune associazioni e Comitati di Monza ha presentato il 23 febbraio scorso un’osservazione con la quale, si chiede di non approvare il Piano attuativo in oggetto o, in subordine, di ridurne fortemente le edificazioni, concentrandole e spostandole sui fronti delle vie Val D’Ossola e Monte Grappa, ad una adeguata distanza dalle possibili esondazioni del Lambro, per una ampliamento del Parco della Media valle del Lambro.
Ricordiamo che al Coordinamento aderiscono: Legambiente Circolo di Monza, CCR gruppo ambiente e territorio, Greenman Monza, Comitato per il Parco A. Cederna, Comitato La Villa Reale è anche mia, Comitato di via Blandoria, Comitato quartiere San Donato, Comitato di Triante, Comitato quartiere Sant’Albino, Comitato di via Boito Monteverdi Cazzaniga, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Basta Cemento, Comitato pro Buon pastore.
In allegato:
1) L’osservazione consegnata in Comune
2) Planivolumetrico del Piano attuativo Val D’Ossola: http://www.comune.monza.it/export/sites/default/it/DOCUMENTI/monzaservizi/urbanistica-operativa/PII_via_Val_DOssola/__Tavola-10-Planivolumetrico.pdf
Monza, 20 marzo 2018
Piano attuativo in via Val D’Ossola (ex Garbagnati)
Nuove pesanti edificazioni in un’ansa del Lambro!
E’ noto a tutti che edificare a ridosso di un fiume è sconsigliabile. Troppo spesso le cronache italiane (e non solo quelle) mostrano gli effetti rovinosi di tale logica che porta poi a disastri ambientali e possibili danni per gli abitanti di quegli insediamenti. Nonostante questo, la Giunta di Monza, con la deliberazione n. 17 del 23/01/2018 ha adottato l’ennesimo Piano attuativo, pur consentito dal PGT vigente (dal 3 maggio 2017). Già a suo tempo noi abbiamo ritenuto che quella scelta edificatoria fosse sbagliata, presentando osservazioni al PGT allora solo adottato (il 7 luglio 2016).
Premesse
Si tratta di un’area industriale dismessa dal marzo del 2013 (ex Garbagnati), posta tra la via Val D’Ossola e via Monte Grappa (Quartiere San Rocco), in un’ansa del Lambro, già soggetta nel novembre del 2002 a esondazione che ne interessò la parte est. Per questi motivi si tratta di un ambito particolarmente delicato dal punto di vista idraulico e naturalistico.
E’ bene ricordare che nel PRG del 1971 quegli immobili erano destinati a Verde pubblico, proprio perché il Progettista di allora (prof. Piccinato) riteneva che tale industria avrebbe dovuto rilocalizzarsi altrove. Altrettanto si dica del PRG redatto dal prof. Benevolo, adottato nel 1997, che destinava l’area a Parchi territoriali (Cascinazza - Medio Lambro).
Solo con il PGT approvato nel 2007 a tali immobili venne confermata una destinazione produttiva nel Piano delle regole; invece ora, nel PGT 2017, è prevista una destinazione prevalentemente residenziale (80%) e per il restante commerciale – produttiva – direzionale - ricettiva (20%) all’interno dell’ambito di trasformazione AT_19 del Documento di Piano.
La localizzazione della ex Garbagnati era dunque palesemente sbagliata fin dalle sue origini ma, passo dopo passo, dalla giusta previsione di restituire a quell’area la sua evidente vocazione naturalistica si è giunti addirittura a prevedere la costruzione di ben 17 condomini!
Considerazioni nel merito del PA
Si tratta di un pesantissimo intervento edificatorio di 82.131 metri cubi, di cui 67.347 residenziali (17 edifici di 4-5 piani pari a circa 300 appartamenti) e altri 14.784 mc con altre destinazioni (commerciali, ricettive, integrative). Tutto questo, come detto anche nella scheda di tale AT, in una zona particolarmente delicata.
Basti pensare che tutta quell’area è compresa nel Corridoio primario della Rete ecologica regionale (RER) nonché nella fascia di 150 metri del fiume Lambro, ai sensi del comma 1, lettera c) dell’art. 142 del D.lgs. 42 del 2004.
Non solo. Il PGT vigente prevede sulla vicina area della ex Fossati e Lamperti, con ingresso da via Toniolo, un Ambito di trasformazione (AT_17) con una potenzialità edificatoria di circa 120.000 metri cubi con una destinazione commerciale, terziaria e produttiva. Questo fatto, che comporterà gravi congestioni da traffico, non è stato considerato nello studio viabilistico del Piano attuativo in questione. Tanto più che quella zona è assai poco servita da mezzi pubblici. Neppure è stato valutato il rispetto del principio dell’invarianza idraulica di cui alla LR 12/2005 (art. 58 bis) e del suo recente Regolamento regionale (n. 7/2017).
Si deve inoltre considerare che dal 2010 ad oggi sono stati approvati dal Comune una trentina di Piani attuativi, spesso neppure iniziati e/o conclusi, per circa 400.000 metri cubi di residenza (circa 4 mila nuovi abitanti) che gravano sul mercato edilizio di Monza dove, stando ai dati del censimento, vi sono già almeno 3.700 alloggi sfitti.
Se è giusto cercare di recuperare le aree dismesse presenti in Città, questo non può esimere l’amministrazione comunale da programmare e pianificare il territorio considerando tutti gli aspetti ambientali, sia dal punto di vista naturalistico, del traffico indotto sia dei reali fabbisogni di nuove edificazioni, soprattutto residenziali, quando la popolazione di Monza è praticamente stabile da 35 anni a 122 mila residenti.
Osservazioni
Per tutti i motivi sopra esposti il Coordinamento di alcune associazioni e Comitati di Monza ha presentato il 23 febbraio scorso un’osservazione con la quale, si chiede di non approvare il Piano attuativo in oggetto o, in subordine, di ridurne fortemente le edificazioni, concentrandole e spostandole sui fronti delle vie Val D’Ossola e Monte Grappa, ad una adeguata distanza dalle possibili esondazioni del Lambro, per una ampliamento del Parco della Media valle del Lambro.
Ricordiamo che al Coordinamento aderiscono: Legambiente Circolo di Monza, CCR gruppo ambiente e territorio, Greenman Monza, Comitato per il Parco A. Cederna, Comitato La Villa Reale è anche mia, Comitato di via Blandoria, Comitato quartiere San Donato, Comitato di Triante, Comitato quartiere Sant’Albino, Comitato di via Boito Monteverdi Cazzaniga, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Basta Cemento, Comitato pro Buon pastore.
In allegato:
1) L’osservazione consegnata in Comune
2) Planivolumetrico del Piano attuativo Val D’Ossola: http://www.comune.monza.it/export/sites/default/it/DOCUMENTI/monzaservizi/urbanistica-operativa/PII_via_Val_DOssola/__Tavola-10-Planivolumetrico.pdf
Monza, 20 marzo 2018
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lunedì 22 gennaio 2018
sabato 3 giugno 2017
IL FUTURO URBANISTICO DI MONZA NELLE RISPOSTE DEI CANDIDATI SINDACI - RAFFRONTO
Le risposte dei candidati sindaco alle 12 domande del Coordinamento delle associazioni e dei comitati di Monza.
Qui trovi le 12 domande: http://comitatosantalbino.blogspot.it/2017/05/i-comitati-noi-compresi-indirizzano-12.html
COMUNICATO
STAMPA
Le
risposte dei candidati sindaco alle 12 domande del Coordinamento
delle associazioni e dei comitati di Monza.
Sabato 13
maggio il nostro Coordinamento delle associazioni e dei comitati di
Monza ha inviato a
tutti e sette i candidati sindaco 12 domande sui temi del territorio,
dell’ambiente, delle aree dismesse, del Parco, della
partecipazione, dell’inquinamento, della mobilità sostenibile,
delle fonti rinnovabili e dei rifiuti.
Nel termine
di scadenza (il 24 maggio alle ore 20), sono pervenute (in ordine di
arrivo) le risposte di Michele Quitadamo,
Paolo Piffer, Danilo Sindoni, Manuela Ponti.
Con 2 giorni di ritardo, le risposte di Roberto
Scanagatti e di Pierfranco Maffè. Non ci
sono pervenute le risposte di Dario Allevi. Ringraziamo chi ha avuto
la cortesia e la chiarezza di rispondere a domande non certo semplici
e generiche.
Mettiamo
le risposte ricevute a disposizione dei mezzi di comunicazione
(cartacei e online) nel testo integrale a noi
pervenuto, chiedendo
di darne la massima diffusione con
la consueta professionalità, affinché i cittadini possano decidere
con maggiore consapevolezza e coscienza su scelte che condizioneranno
Monza per i prossimi anni, su alcuni temi che da sempre ci stanno a
cuore.
Pensiamo che
non tutti i cittadini avranno la pazienza di leggere tutti e sette i
programmi elettorali, ma, almeno su alcuni aspetti cruciali contenuti
nelle nostre 12 domande, pensiamo valga la pena dedicare qualche
decina di minuti per rendersi conto di quali sono le intenzioni dei
candidati sindaco. Operando quindi non un atto di fede in questo o
quel partito o schieramento, ma
una scelta consapevole
sui contenuti che potrebbero fare di Monza
una città migliore di quella attuale.
Le nostre
domande non erano asettiche e
già indicavano alcune possibili soluzioni,
da noi auspicate. L'obiettivo era quello di ottenere
risposte su un insieme di interventi che a nostro parere hanno anche
un valore strategico per il futuro della città, la sua identità,
vivibilità, attrattività, la maggiore efficienza di strutture
e servizi pubblici, il coinvolgimento della cittadinanza.
Riteniamo peraltro
necessarie alcune
precisazioni
relativamente solo a
quelle risposte che a nostro avviso contengono delle evidenti
inesattezze o imprecisioni.
Domanda 1 (PGT).
Ribadiamo che “zero
consumo di suolo” è un obiettivo
irrinunciabile e fattibile. Non va confuso con
il burocratico “bilancio zero” tra le aree libere e quelle
edificabili. Vi sono alcuni esempi di Comuni
virtuosi con PGT a “zero consumo di suolo”. Monza poteva e può
farlo. Per la città è importante mantenere un equilibrio tra la
parte inedificata (aree agricole) e quella ormai antropizzata,
soprattutto nella situazione attuale;
Domanda 2 (PLIS).
La tempistica da noi richiesta è quella
dell’avvio delle procedura per l’inserimento
delle aree agricole ad est nei PLIS di riferimento (Cavallera e Est
della Cave), tenuto conto che
ai PLIS
stessi è consentito di proseguire in autonomia la propria attività,
di partecipare a processi di aggregazione (…), mantenendo il regime
originario di tutela e previa deliberazione dei Consigli comunali
interessati (art. 5, c.3
della LR 28/2016);
Domanda 3
(Riqualificazione viale industrie).
Sulle
suddette aree sono previsti interventi di trasformazione anche da
parte dell’Amministrazione comunale con due Ambiti (n.7 e
n.8) del nuovo PGT, mentre nel precedente (2007) era previsto
l’Ambito strategico n. 65 con una destinazione a servizi. D’altra
parte, se non fossero possibili previsioni urbanistiche sulle aree
private, i Piani di governo del territorio non esisterebbero.
Domanda
5 (Aree dismesse, strumenti normativi).
In realtà la domanda era sulla volontà di introdurre strumenti
normativi per garantire l'intervento del privato. L’esempio del
Regolamento edilizio di Milano può costituire una traccia legittima
per impedire il loro degrado in ambiente urbano.
Domanda 6 (Aree
dismesse, polo scolastico di via Berchet). Alcune risposte fanno
riferimento al solo strumento dell'esproprio. E’ invece possibile
individuare altri strumenti
e prevedere un intervento da parte di altri soggetti pubblici e
privati al fine di garantire il risultato auspicato. Anche la
mancanza di fondi della Provincia non è dimostrata ed è
contestabile (vedi recenti bandi sull'edilizia scolastica). Anche a
Monza nel tempo si sono avuti accordi col privato per un uso pubblico
di edifici privati dismessi (es. Pastori e Casanova o ex Buon
Pastore) oppure edifici in cessione al Comune come standard
qualitativi;
Domanda 7 (demolizione
sopraelevate). Tale demolizione
è prevista nel Piano territoriale (PTCP) del Parco Valle Lambro
(art. 17 delle sue Norme).
Non solo: nel corso degli anni diverse parti
“storiche” dell’autodromo (ingresso alla pista; vecchi box)
sono state demolite col benestare della Soprintendenza.
Domanda 9 (Consulte).
Quanto contino le Consulte come strumento di
partecipazione si è visto proprio nell’ambito del Bilancio
partecipativo, dove quest'anno si è tolto anche il "bonus"
per i progetti sostenuti dalle Consulte (frutto almeno di una
discussione annuale e di una condivisione plurale) per ribadire che
ci si rivolgeva alla creatività e fantasia dei singoli cittadini più
che ad una comunità capace di elaborare una visione di interesse
collettivo. La decisione finale e insindacabile demandata ai
“tecnici” ha poi stravolto il senso di molte proposte spacciando
spese di ordinaria manutenzione per innovazioni partecipate.
IL COORDINAMENTO DELLE
ASSOCIAZIONI E DEI COMITATI DI MONZA
Legambiente,
Circolo di volontariato Alexander Langer - CCR, Gruppo ambiente e
territorio - Greenman Monza - Comitato per il Parco di Monza A.
Cederna - Comitato Basta Cemento - Comitato di via Boito, Monteverdi
- Comitato di via della Blandoria - Comitato del quartiere S. Albino
- Comitato del quartiere San Donato - Comitato del quartiere Triante
- Comitato del quartiere San Carlo e San Giuseppe - Comitato via
Messa, Giordani.
Monza, 1
giugno 2017
mercoledì 31 maggio 2017
sabato 25 febbraio 2017
Approvato il nuovo PGT di Monza: nessun ascolto per le proposte del Coordinamento dei Comitati
PETITION UPDATE
Il comunicato dei comitati sull'approvazione del Pgt
Monza Fermiamolecomostro
Italy
FEB 25, 2017 — Con qualche giorno di ritardo mandiamo il giudizio dei comitati di quartiere sul Pgt, che lasciamo alle riflessioni di ciascun firmatario.
Il lavoro dei comitati intanto prosegue: proprio in questi giorni si discute un Piano Attuativo in via Confalonieri con anche risvolti sull'area libera di via Gallarana.
Ricordiamo che chiunque volesse approfondire o rimanere aggiornato sul lavoro dei comitati può scrivere all'indirizzo fermiamo_ecomostro@yahoo.it.
A presto
Il lavoro dei comitati intanto prosegue: proprio in questi giorni si discute un Piano Attuativo in via Confalonieri con anche risvolti sull'area libera di via Gallarana.
Ricordiamo che chiunque volesse approfondire o rimanere aggiornato sul lavoro dei comitati può scrivere all'indirizzo fermiamo_ecomostro@yahoo.it.
A presto
Approvato il nuovo PGT di Monza: nessun ascolto per le proposte del Coordinamento dei Comitati - Vorrei | Rivista non profit di cultura, ambiente e politica
giovedì 12 gennaio 2017
Una serata importante con i comitati per le osservazioni al Pgt · Change.org
ZERO CONSUMO DI SUOLO: LETTERA APERTA DEI COMITATI
INVITO A TUTTI:
lunedì 16/1 alle 18 ci troviamo in Consiglio comunale (2° piano) per presenziare ai lavori, visto che è la prima seduta nella quale verranno illustrate le osservazioni e le controdeduzioni al PGT.
Mercoledì 18/1 alle 21 in Urban Center illustreremo alla cittadinanza le nostre osservazioni al PGT.
Vista l’importanza delle questioni, vi chiediamo di partecipare ad entrambi gli appuntamenti e di darne la massima diffusione.
Ci vediamo e non mancate!!!.
I Comitati
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giovedì 17 novembre 2016
Monza, è polemica sul Pgt: ecco le osservazioni dei comitati (compreso il nostro)
venerdì 5 agosto 2016
venerdì 1 luglio 2016
IL PGT NON PIACE AI COMITATI
IERI SERA LA PROTESTA DEI COMITATI IN CONSIGLIO COMUNALE (MONZA)
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mercoledì 22 giugno 2016
PGT: FRETTA DI CONCLUDERE!
sabato 4 giugno 2016
IL PGT VISTO DAI COMITATI
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domenica 3 aprile 2016
ALTRO RESIDENZIALE SU AREA LIBERA (VIA CLEMENTI)
Pubblicato da Monza Libro Bianco sulla città su Sabato 2 aprile 2016
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venerdì 25 marzo 2016
A Monza questa giunta continua a costruire...
Nonostante la discussione del nuovo PGT, a Monza questa giunta continua a costruire...http://www.comune.monza.it/it/servizi/Urbanistica-e-SIT/Piani-attuativi/Piani-attuativi-approvati/
Pubblicato da Monza Libro Bianco sulla città su Mercoledì 23 marzo 2016
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