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Una vera e propria mappa delle realtà e degli operatori culturali del territorio. Una iniziativa di Valvola con tanti
testimonial e la rivista come media partner

Le pagine dei giornali e dei
siti dedicate agli appuntamenti culturali a Monza e in Brianza da alcuni
anni sono sempre più fitte, ogni
settimana decine e decine di iniziative dedicate all’arte, alla musica,
al teatro fioriscono dal capoluogo fino ai confini della provincia e
oltre. Appassionati e professionisti delle arti impreziosiscono il
calendario con una offerta ampia, in grado di soddisfare gli interessi
dei
più esigenti così come di chi ha semplicemente voglia di saperne un po’
di più o è in cerca di sano
intrattenimento. Associazioni, società, collettivi e singoli, un
piccolo grande popolo di operatori culturali che sta cambiando i
connotati ad un territorio in cui il lavoro non si svolge più solo nei
capannoni delle fabbriche ma anche nei musei, nei teatri, nelle
gallerie, negli studi e nelle sale conferenza. Un grande movimento che
ha trovato nella cultura il proprio campo d’azione.
Ma chi e quanti sono questi
creativi, attori, designer, videomaker, registi, studiosi, critici? Al
momento non è possibile dirlo, di questo
variopinto miscuglio di professionisti e dilettanti, di realtà profit e
non profit, di eccellenze regionali e nazionali così come di
onesti mestieranti non esiste un ritratto, uno studio, una ricerca che
ci possa aiutare a quantificarne il numero e definirne
l’identità. Oggi però un progetto di mappatura viene lanciato da una nuova realtà del settore cultura e
creatività del territorio: Culture Map
è il nome dell’iniziativa e Valvola quello dell’associazione che la
promuove. Funziona così: il gruppo di lavoro di Valvola sta già
raccogliendo i dati degli operatori culturali di un’area che va
dal Nord Milano fino a tutta la Brianza, i dati vanno poi a “popolare”
un database che ne elenca campo d’azione, natura economica,
iniziative principali oltre che tutti i modi per entrare in contatto. Il database di Culture
Map è già online, visibile gratuitamente per tutti con tanto di mappa vera e propria per la geolocalizzazione.
Ospita un
primo campione, circa un centinaio di nomi e sigle, che già ora rende
bene l’idea dell’utilità dello strumento, figuriamoci
col tempo, con l’inserimento di tutti coloro i quali vorranno
aggiungersi — gratis — inserendo autonomamente i propri dati. In
pratica, chiunque voglia diventare un nodo di questa rete può farlo in
qualsiasi momento, semplicemente registrandosi e inserendo i
propri dati o quelli della realtà che rappresenta. Valvola li esaminerà e
pubblicherà in breve tempo, così che la mappa
culturale del Nord Milano, di Monza e della Brianza riporti sempre più
fedelmente il fermento che l’anima.

Il successo e quindi l’utilità di Culture Map può crescere notevolmente con il coinvolgimento di tutti: conoscete
un’associazione, un gruppo di fotografi, un artista singolo che non è stato ancora segnalato? consigliate loro di registrarsi e
aggiungersi subito. Più siamo, meglio stiamo. La mappa diventa così
uno strumento a disposizione di tutti per entrare in contatto
con altre realtà, innescare sinergie, collaborazioni, dialogo e
confronto. Per far conoscere al meglio un aspetto ancora troppo
trascurato di
questo lembo di territorio. Questo, in buona sostanza, è l’obiettivo più
in generale di Valvola. Per raggiungerlo, oltre a Culture
Map, sono già in preparazione altri progetti di produzione culturale
così come di confronto e collaborazione con alcuni fra i nomi
più interessanti e vitali. Anche per questo motivo, a loro è stato
chiesto di fare da testimonial di Culture Map: dalla
Scuola
delle Arti del Binario 7 ad Areaodeon e il loro Kernel Festival, da
Mille Gru e Poesiapresente fino a Musicamorfosi con i suoi
Notturni e altri ancora. Testimonial di una idea di “sviluppo” del territorio frutto di lavoro serio e appassionato ma anche
emozionante, stimolante, divertente. Delle iniziative di Valvola, la nostra rivista sarà spesso media partner. Una collaborazione
naturale, un po’ perché chi scrive è presidente di una e direttore dell’altra — così come altri componenti
già da anni scrivono su queste pagine— e un po’ perché questa idea di coinvolgimento collettivo, di essere fucina e
think thank culturale è patrimonio comune alle due entità. Culture
Map, lo ribadiamo, è una iniziativa non profit a
cui è possibile partecipare gratis. Il lavoro necessario per la sua cura
lo sta investendo Valvola, ma non sarebbe male avere l’appoggio
e il sostegno anche delle istituzioni. Una mappa così è certamente uno
strumento indispensabile anche per loro. Tutti, ma
proprio tutti, possiamo contribuire a renderla sempre più ricca: facciamo girare la voce.

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