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mercoledì 3 marzo 2021

domenica 28 febbraio 2021

ASFALTI BRIANZA CHIEDERA' I DANNI! E NOI CITTADINI A CHI LI CHIEDEREMO?
























Il 25/2/2021 si è aperto un capitolo nuovo della vicenda Asfalti Brianza. Per la prima volta ATS MB si è pronunciata in modo esplicito rispetto alla presenza di evidenti rischi di tipo tossicologico e cancerogeno per la salute dei cittadini delle aree circostanti.  

Di conseguenza anche il Comune di Concorezzo, per la prima volta, superando una ormai inveterata disposizione a "concertare" con l'Azienda, ha finalmente espresso un parere negativo alla concessione della nuova AUA.

Tutto bene. Ma a noi resta l'amaro in bocca per il fatto che le prime denunce di tali rischi risalgono almeno al 2016 e che già nel 2018 la stessa Azienda aveva in qualche modo certificato di emettere sostanze cancerogene

Ora Asfalti Brianza dopo anni in cui, nonostante tavoli su tavoli, ingiunzioni su ingiunzioni ha sostanzialmente fatto quel che le pareva, respinge con sdegno questa insolita ed inaspettata fermezza degli Enti e minaccia richiesta di danni! 

Ma chi pagherà ai cittadini, specie quelli delle aree più vicine, i danni di tutti questi anni di inconcludenti traccheggi?  

Vogliamo ricordare a tutti che se da luglio 2020 (a tutto oggi) Asfalti Brianza è ferma è solo per le indagini e i sequestri imposti dalla Procura della Repubblica di Monza.

Vogliamo anche ricordare che i controlli fatti da ARPA hanno dato esiti sconfortanti nonostante l'Azienda si sapesse sotto esame costante e si sia evidentemente attenuta a rigidi protocolli. Cosa che non ha fatto in precedenza, quando per ammissione dello stesso proprietario Vincenzo Bianchi ha buttato nella produzione (contro ogni disposizione di legge) il (presunto) fresato della sua "montagna" illegale e di indeterminata composizione.  

Lo stesso Capitanio ha affermato che la produzione di asfalto secondo i canoni di legge non dovrebbe produrre fumi o odori particolari. E allora come spiegare che appena passati i Carabinieri, mandati dalla Procura a sequestrare il faldone relativo ad Asfalti Brianza presso il Comune di Concorezzo, ed in vista dell'ormai inevitabile sopralluogo imposto dalla Procura stessa (che avverrà a settembre 2019), sia esploso nel luglio e agosto del 2019 un  inquinamento tale da aver prodotto mal di testa, nausea, vomito ecc. non solo agli umani ma anche agli animali domestici del circondario? 

Qualcuno dovrebbe veramente pagare per un lassismo irresponsabile nei confronti della salute dei cittadini.



Ecco cosa ha detto questa volta ATS (a margine le nostre considerazioni) 























ed ecco cos'è il BENZENE 

















mercoledì 9 dicembre 2020

ASFALTI BRIANZA - A OTTOBRE 2020 NON CI SIAMO CON EMISSIONI, FILTRO, CARATTERIZZAZIONE DEI RIFIUTI E IMPERMEABILIZZAZIONE.

La Conferenza dei Servizi per Asfalti Brianza del 30/9/2020 è stato un flop. Da parte dell'azienda mancavano i documenti necessari ed è stata rinviata...a data da destinarsi. Ma in realtà si trattava della Conferenza del 26/11/219 rinviata per lo stesso motivo al 10/1/2020 e poi al 22/1/2020. Con la variabile che il 17/1/2020 Asfalti Brianza, priva dei requisiti ha un lampo di genio e "rinuncia" a questa AUA per chiedere un'AUA "più ambiziosa", mirante al raddoppio della produzione e all' uso libero della "montagna" di presunto fresato (nessuno sa cosa sia davvero) nella produzione. Ma anche qui non ha le carte necessarie e si rinvia all' 8/7/2020. Malauguratamente  mancano ancora i documenti e si rinvia al 30/9/2020. Ora la domanda è: se tu, semplice cittadino, avessi una pendenza, tipo una multa da pagare, non saresti felice di una controparte pubblica così comprensiva?

Dopo l'ennesimo flop in Conferenza dei Servizi del 30/9/2020, rinviata poi...a data da destinarsi  Asfalti Brianza presenta una nuova relazione tecnica in data "ottobre 2020" (senza giorno), corredata anche da alcuni allegati: 

Relazione + Nota di Lata  sulle emissioni in atmosfera

Relazione di Medici sul filtro esistente 

Relazione di Labiotest sulla barriera osmogenica.

Bisogna riconoscere che Asfalti Brianza è sempre pronta a produrre carte su carte controfirmate da periti, materiale che sicuramente impegna gli Enti di controllo in un diligente lavoro di studio. Peccato che non arriva mai quanto richiesto o quanto necessario. 


IN ESTREMA SINTESI LA SITUAZIONE AD OTTOBRE 2020 E' QUESTA :

- EMISSIONI  E FILTRO - secondo Asfalti Brianza tutti i controlli sono nella norma. Purtroppo però AB, in questa relazione lamenta che "per lo scarso preavviso" (6 anni non sono sufficienti?) "non è stato possibile controllare le emissioni aeriformi" (tipo il benzene, cancerogeno). E allora cosa avete controllato?

Filtro a maniche: tutti gli organi di controllo lo hanno giudicato inadeguato a contenere i COV e le emissioni aeriformi (vedi ad esempio il parere di ATS e quello riferito ad ARPA nel verbale della Conferenza dei Servizi del 30/9/2020). Ebbene Asfalti Brianza risponde che secondo lei va bene così! OK se lo dici tu!

- CARATTERIZZAZIONE - Asfalti Brianza finalmente fornisce dati distinti per tipo di rifiuto e per quantitativo ( mc e ton). Domanda: come ha fatto a "caratterizzare" cioè ad identificare e qualificare tutti i componenti di questa gigantesca e illegittima montagna di presunto fresato? Mistero.

- IMPERMEABILIZZAZIONE - Asfalti Brianza promette che in futuro sostituirà tutto il fondo in asfalto con calcestruzzo. Ma a parte il fatto che ha sempre sostenuto che era tutto ok e a parte la considerazione che questa operazione andava fatta già nel 2016, come farà con quel mastodontico ingombro costituito dalla montagna? Intanto restano vigenti i due sequestri della Procura (per gestione illecita dei rifiuti e emissioni irregolari) e anche la diffida ATO MB per illecita gestione degli scarichi mentre ci suona strano che Brianzaacque, a fronte di tutte le irregolarità emerse e al fatto che ancora non sono stati sgomberati neppure i 200 m. a ridosso del pozzo di acqua potabile possa dare un parere favorevole ai lavori chiesti da AB. 

BARRIERA OSMOGENICA - sarebbero stati inseriti nel camino una decina di ugelli nebulizzatori. La stessa Perizia del Comune del 15/6/2020 era scettica su questa soluzione e anche in letteratura non ci risultano casi analoghi in cui si siano abbattuti in modo significativo i  COV tramite ugelli nebulizzatori. In ogni caso anche qui Asfalti Brianza confessa cha a causa delle limitazioni imposte dagli organi di controlllo (!!) in realtà non è stato possibile fare alcuna reale verifica degli effetti di questa "barriera osmogenica". In ogni caso, dice Asfalti Brianza, appena ci date l'AUA (!!!??) faremo dei controlli semestrali la prima volta e poi annuali. Bontà loro!

Va beh. Leggetevi un po' di estratti e nostre note prima e in fondo potete verificare l'intero documento.

CQSASD 

 .................



Sull'inconsistenza della prima  (Relazione e Nota Lata sulle emissioni) leggete qui: https://comitatoquartieresantalbino.blogspot.com/search/label/%23ABRELAZIONELATA

Quanto all'inadeguatezza del filtro attuale (a maniche)  la Perizia del 15/6/2020 commissionata dal Comune di Concorezzo  concludeva che: 

LE SUE EMISSIONI (SPECIE BENZENE) SONO CANCEROGENE  E SICURAMENTE CI SONO RISCHI PER LA SALUTE PER GLI ABITANTI DELLE ZONE CIRCOSTANTI (indipendentemente da presunte "soglie" e pseudoverifiche cui stiamo assistendo). Dati già ampiamente noti e presenti nella relazione Osmotech presentata dall'Azienda stessa e nelle analisi commissionate dalla Iene.

Il Sindaco Capitanio stesso peraltro ha detto che le relazioni di medici di base e pediatri della zona segnalano "decine se non centinaia di casi di malesseri" collegabili alle emissioni di AB.


Gia nel verbale della Conferenza dei servizi del 30/9/2020 c'è scritto:






La cosa è ribadita dalla Provincia con questa determina:










Il filtro attuale infatti è un filtro a maniche e si occupa solo di abbattre le polveri grossolane ma non i COV e le emissioni aeriformi.























Ma in barba a tutto ciò ora Asfalti Brianza risponde che ...il filtro va benissimo così! 

vedi estratto da relazione Lata: 


Dopo la questione del filtro la Relazione Lata pretende di rispondere ai quesiti imposti su caratterizzazione del materiale presente e impermeabilizzazione del fondo su cui poggiano i rifiuti. Ma spiegateci! Come avranno fatto a caratterizzare (cioè a indicare mc e tonnellaggio di ogni materiale presente in quella montagna che era di 30.000 mc e che oggi è appena un pelo più piccola (ammesso che l'ammanco sia stato smaltito correttamente)??!!.

Quanto all'impermeabilizzazione c'è la promessa in futuro di sostituire l'asfalto col calcestruzzo ma anche qui come si fa a sapere che diavolo di impermeabilizzazione c'è (o manca) sotto la solita montagna?   Vedi questo estratto:


tra gli interventi di adeguamento Asfalti Brianza aveva promesso di realizzare una tettoia per proteggere i rifiuti dalle intemperie ma anche qui cè la sorpresa: 























Ed ecco il testo della RELAZIONE TECNICA DI OTTOBRE 2020 COMMISSIONATA DA ASFALTI BRIANZA 



























lunedì 7 dicembre 2020

ASFALTI BRIANZA - (PERENNE) VIOLAZIONE DELLE NORME CHE REGOLANO LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Continuiamo ad accedere agli atti (che fatica!) e a leggere le carte che contro ogni dubbio certificano l'irregolarità di qualsiasi aspetto dell'attività di Asfalti Brianza. 

Ricordiamo che il 30/9/2020 si è tenuta invano l'ennesima Conferenza dei Servizi. Lasciando perdere la sequela di inutili tavoli di concertazione concessi ad Asfalti Brianza dal novembre del 2017 in poi ci pare fosse, di rinvio in rinvio (per inadeguata documentazione o irregolare gestione rispetto a quanto prescritto dall'AUA) la 7^ seduta (inutile) dell'anno 2020. 

Tra i documenti prodotti da Asfalti Brianza in questa occasione (anche sta volta insufficienti e non suffragati da reale cambiamento della situazione illegittima) c'è il documento del 29/10/2020 con cui la Provincia di Monza Brianza conferma che Asfalti Brianza non ha rispettato le prescrizioni rispetto alla gestione dei rifiuti cui avrebbe dovuto dare adempimento entro il 30/9/2020.Il bello è che l'Azienda è stata posta sotto sequestro dalla procura della Repubblica appunto per illecita gestione dei rifiuti in data 28/7/2019 cioè quasi un  anno e mezzo fa. La Procura aveva scoperto un sacco di irregolarità: l'enorme montagna di presunto (non caratterizzato) fresato che eccedeva di 30 volte il quantitativo consentito; rifiuti nell'area di rispetto del pozzo di acqua potabile; percolato a rischio di infiltrare la falda ecc... Tutte irregolarità confermate dalla Perizia del Comune di Concorezzo del 15/6/2020 e mai sanate in occasione delle varie scadenze (10/1/2020 conferenza dei servizi; rinviata al 23/1/2020; nuova scadenza per lo sgombero della montagna fissata al 24/1/2020 e disattesa; rinvio all'8/7/2020 poi rinviata al 30/9/2020 e a sua volta rinviata...a data da destinarsi).  

Insomma una vergognosa sequela di mancati adeguamenti da parte di Asfalti Brianza a normative e imposizioni e un'incomprensibile lassismo da parte dei molteplici Enti di controllo in campo (ovviamente esclusa la Procura che procede con propri tempi e con il necessario riserbo).     

Nel documento del 29/10/2020 della Provincia  si dice che ARPA ha effettuato un nuovo sopralluogo rilevando ancora la presenza di un quantitativo assai eccedente quanto consentito da AUA (1200 mc). (nostra nota: la eccede ancora di almeno 20 volte!). Non è stata neppure liberata, come andava fatto con urgenza, l'area di rispetto vicina al pozzo di acqua potabile.    

La Provincia conferma di aver rigettato la (provocatoria) richiesta di Asfalti Brianza di smaltire la montagna di rifiuti nella produzione.

Leggete da soli questo estratto dal documento originale.

CQSASD













PS: non ci risulta che entro 10 gg. l'Azienda abbia prodotto alcunché.





domenica 2 agosto 2020

ASFALTI BRIANZA - VIOLAZIONI, NORMATIVE DI RIFERIMENTO E SANZIONI COLLEGATE










Trovate a questo link un file che elenca, per la vicenda Asfalti Brianza, una serie di norme di riferimento, le violazioni accertate (numerosissime) e alcune relative possibili sanzioni (di cui molte gravi e di carattere penale: carcere!). Erano denunce che facevamo da un anno ma abbiamo utilizzato come traccia di riferimento la Perizia commissionata dal Comune di Concorezzo che poi Capitanio ha cercato di secretare o almeno di minimizzare nei suoi effetti. E' meglio che qualche amministratore cominci ad informarsi anche sulle possibili conseguenze di atti omissivi.

CQSASD


https://docs.google.com/spreadsheets/d/1mpNxQZJ-fD_1twUEwgB5Z1y3Fr02dejyn9ksh7sLFFQ/edit?usp=sharing



In particolare il Sindaco Capitanio è invitato a rileggersi questo: 
https://comitatoquartieresantalbino.blogspot.com/2020/07/2372020-invito-al-sindaco-capitanio.html


PS: 

ARIA SALUBRE? MA VA!


In particolare per Capitanio che sembra non aver capito, ma un po' per tutti ribadiamo che le rilevazioni di ARPA "rassicuranti" cui fa quotidianamente riferimento lo stesso Sindaco, sono quelle relative ai campionamenti passivi effettuati in epoca di lockdown, con produzione ferma o al 50% e con temperature 30° sotto lo standard. E da secoli avevamo anticipato che non sarebbero state indicative, come commenta pure la Perizia del Comune. La stessa ARPA rileva che andranno riviste in condizioni standard. 

MA L'UNICO GIORNO DI CONTROLLI AL CAMINO CON REGIME "QUASI" NORMALE (30/6/2020) HANNO RILEVATO CHE IN 9 CASI SU 14 C'E' STATO SFORAMENTO DEI LIMITI E CHE IN PARTICOLARE E' FUORI SCALA IL BENZENE, MATERIALE CANCEROGENO CHE PUO' PRODURRE ANCHE MALFORMAZIONI GENETICHE, GRAVI IRRITAZIONI A NASO,OCCHI, GOLA, DANNI AL SANGUE ECC.

mercoledì 10 giugno 2020

ASFALTI BRIANZA. IL CASO DELLE CENTRALINE ARPA.

Dopo i controlli ARPA a camino spento emergono altre singolari falle nell'apparato di controllo. Già i responsabili avevano parlato in quel caso di "sfortuna". Qui si tratta di vera e propria "sfiga": la centralina di Agrate, quella più vicina ad Asfalti Brianza  non funziona dal 2016, anno in cui la gente comincia a chiedere più insistentemente i controlli! 
CQSASD


La Rondine Concorezzo
ASFALTI BRIANZA. IL CASO DELLE CENTRALINE ARPA.
Già a partire da settembre siamo intervenuti in Consiglio Comunale per chiedere all'Amministrazione di procedere con accertamenti indipendenti sulle emissioni, sullo stato dello stabilimento produttivo, sul trasporto dei materiali.
Perché tante lentezze da parte delle autorità competenti? Perché si è sostenuto per tanti mesi di non essere certi della provenienza dei fumi, nonostante i tantissimi reclami dei cittadini?
Qualche settimana fa abbiamo pubblicato un'analisi delle oltre 900 segnalazioni dei cittadini, mettendole in relazione con la direzione prevalente del vento, giorno per giorno. Lo trovate qui: https://bit.ly/2XEUpnZ
Nel preparare questo lavoro ci siamo accorti di un fatto curioso: alcune centraline ARPA deputate a rilevare la direzione e l'intensità del vento, tra le più vicine allo stabilimento, risultano da anni inattive.
Il caso più rilevante è quello della centralina di Agrate. Questa centralina avrebbe consentito di stabilire con certezza e in tempi rapidi la provenienza delle esalazioni, giorno per giorno. Non è un caso sia stata utilizzata in passato proprio per studiare la dispersione degli inquinanti provenienti dal sito che oggi ospita Asfalti Brianza.
La centralina in questione risulta completamente inattiva dal 2016. Nonostante ci siano reclami su Asfalti Brianza già a partire dal 2014, solo dopo il 2016 i fumi di Asfalti Brianza iniziano a preoccupare molte centinaia di cittadini, a fronte dei forti disagi che producono, anche a grande distanza dal sito.

lunedì 8 giugno 2020

ASFALTI BRIANZA NON PUO' USARE IL FRESATO NELLA PRODUZIONE (MA LO HA GIA' FATTO!)

Asfalti Brianza ha "comunicato" alla Prefettura che non intende proseguire nello smaltimento della montagna di rifiuti impostale. Troppo costoso! Allo stesso modo aveva "comunicato" la rinuncia alla nuova AUA richiesta per "modifica non sostanziale". Rinuncia legata alla reiterata non presentazione delle documentazioni indispensabili richieste. Già la precedente richiesta mirava a poter utilizzare nel ciclo produttivo i rifiuti ammassati sul piazzale, della cui provenienza e natura pare non esista alcuna certificazione. Ribadiamo che a norma di legge qualsiasi riutilizzo di questo fresato sarebbe illegittimo. Ma a questo mira l'azienda.
Intanto rileviamo l'ennesima illegalità già compiuta e "autodenunciata" da AB nel verbale del sopralluogo ARPA del 24/9/2019 in cui ammette di utilizzare il fresato (anche se solo quello proveniente dai propri cantieri; ma come lo distingue se ARPA dice che non c'è alcuna documentazione?)
Intanto continuiamo a respirare la produzione che esce da un impianto obsoleto con un bruciatore nuovo mai autorizzato né messo a regime, con una AUA non più adeguata, insomma senza nessun rispetto della salute dei cittadini. 
Chiediamo che se ne occupino in modo serio la Procura, la Prefettura, i sindaci di Agrate, Brugherio, Monza e soprattutto Concorezzo che ha il potere (a questo punto il dovere) di intervenire immediatamente.

CQSASD

intanto leggetevi le norme (tratte da https://comitatoquartieresantalbino.blogspot.com/2020/06/impianto-bitumi-un-caso-di-studio-molto.html)

IL FRESATO È RIFIUTO

La Corte di Cassazione [NOTA 5 - vedi sotto], con sentenza n. 37168 del 09/06/2016 ha ribadito che il fresato è classificabile come rifiuto (CER 17.03.01 oppure 17.03.02, il primo pericoloso - il secondo solo speciale). 

Nel caso di Asfalti Brianza il Sindaco stesso il 29/1/2020 in Consiglio Comunale ha ribadito che in base all' AUA (Autorizzazione unica ambientale che regola tutte le attività aziendali) Asfalti Brianza non  ha mai potuto né mai potrà utilizzare il fresato nella produzione. Eppure già nel verbale del sopralluogo ARPA del 24/9/2019 Asfalti Brianza stessa ammette una  violazione:  

24/9/2019 - SOPRALLUOGO ARPA - in seguito a numerose segnalazioni Arpa interviene a impianto fermo. Rileva comunque gestione dei rifiuti non adeguatamente compartimentata con possibili emissioni gassose nelle varie fasi.  I camion escono senza copertura. Bianchi spiega che sono padroncini ma ARPA rileva che è compito di AB verificare che la copertura ci sia. Bianchi afferma che il fresato ritirato da altri non viene usato per produrre conglomerato bituminoso cosa che invece avviene per il fresato dei propri cantieri. Ma di ciò, dice ARPA, non fornisce documentazione. AB non ha un registro per segnare gli orari di accensione e spegnimento né registrazione delle temperature. Arpa propone attivazione DGR 3018 e rileva che comunque le molestie olfattive rinviano a problemi sanitari che vanno analizzati da chi di dovere (ATS). A impianto fermo (ovviamente) non si rilevano ulteriori problematiche. Arrivano poi Perotti (Comitato Tutela ecc. di Cconcorezzo)  e Arch. Della Giovanna del Comune di Concorezzo che avvertono lievi odori non provenienti da AB (che è ferma). (??!!)

Oltretutto pare di capire che manchi ogni documentazione relativa alla montagna di fresato  (origine, provenienza, tipo ). Abbiamo letto recentemente :"per produrre l’asfalto in passato si usava anche il catrame, un derivato dalla distillazione del carbon fossile che ha un contenuto di IPA 10.000 o 100.000 volte maggiori del bitume. Il riciclo del vecchio asfalto fresato (se non controllato) potrebbe portare un consistente inquinamentov



La sentenza della Cassazione in commento richiama un’altra pronuncia (sentenza Cassazione n. 46227 del 23 ottobre 2013) che ha escluso anche la classificazione dei materiali bituminosi, provenienti da escavazione o demolizione stradale, come “terre e rocce da scavo” in quanto queste ultime sono costituite da materiali naturali, mentre i materiali bituminosi provengono da lavorazione del petrolio e presentano un evidente potere di contaminazione.

La documentazione presentata in sede sia di istanza di AUA che di rilascio della stessa non ha dimostrato assolutamente che il suddetto fresato possa essere definito come sottoprodotto.


NOTA 5] E’ ormai pacifico che I materiali bituminosi provenienti da lavori di manutenzione stradale siano da considerarsi rifiuti speciali a tutti gli effetti e non sottoprodotti né terre o rocce da scavo.
La Corte di Appello di Firenze condannava il legale rappresentante di una società ad una rilevante pena pecuniaria per violazione dell’art. 256 d.lgs. 152/2006 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata).
La linea di difesa seguita dalla società sosteneva che la fresa d’asfalto, materiale oggetto delle contestazioni, era da considerarsi come sottoprodotto, diversamente da quanto sostenuto dall’accusa che riteneva tale materiale, a tutti gli effetti, rifiuto speciale. Inevitabile il ricorso in Cassazione contro la sentenza di condanna.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 37168 del 09/06/2016, rigettava il ricorso ritenendolo infondato.
Le argomentazioni della sentenza richiamano il concetto stesso di sottoprodotto, la cui definizione è riportata dall’art. 184 bis del d.lgs. 152/2006.
Tale articolo stabilisce che è un sottoprodotto e non un rifiuto, qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni:
a) la sostanza o l'oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; b) è certo che la sostanza o l'oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l'oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l'ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l'oggetto soddisfa, per l'utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell'ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o la salute umana.
Nel caso specifico non una delle condizioni era stata soddisfatta, in particolare: la società condannata svolgeva un’attività che aveva anche come oggetto la produzione del fresato, il concreto riutilizzo del fresato non era certo, il fresato era rilavorato nello stabilimento della società ed infine il processo produttivo non garantiva la tutela dell’ambiente e della salute umana. Correttamente la Corte di Appello aveva sancito che il fresato d’asfalto andava considerato “rifiuto speciale” e che il comportamento della società aveva violato il succitato art. 256 d.lgs. 152/2006 ed in particolare il comma 1 lett. a), il comma 2 e il comma 4.
La sentenza della Cassazione in commento richiama un’altra pronuncia (sentenza n. 46227 del 23 ottobre 2013) che ha escluso anche la classificazione dei materiali bituminosi, provenienti da escavazione o demolizione stradale, come “terre e rocce da scavo” in quanto queste ultime sono costituite da materiali naturali, mentre i materiali bituminosi provengono da lavorazione del petrolio e presentano un evidente potere di contaminazione.
Entrambe le sentenze eliminano ogni dubbio sulla natura di rifiuto speciale del fresato di asfalto proveniente da lavori di manutenzione straordinaria.
In realtà basta leggere con un minimo di attenzione le condizioni di cui all’art 184 bis del DLvo 152/06 per escludere questa possibilità.
 
Infatti l’art. 2, c. 1, lett. b), definisce residuo di produzione “ogni materiale o sostanza che non è deliberatamente prodotto in un processo di produzione e che può essere o non essere un rifiuto”, con ciò confermando che il sottoprodotto deve scaturire da un processo produttivo (con conseguente esclusione dei residui di consumo o, per esempio, del fresato d’asfalto).

giovedì 28 maggio 2020

ASFALTI BRIANZA - ANOMALIE - CHI DOVEVA AUTORIZZARE E METTERE A REGIME IL NUOVO BRUCIATORE?


21/1/2020 PROVINCIA: DETERMINA FINALE CONFERENZA SERVIZI

La Provincia prende atto della rinuncia presentata da Asfalti Brianza a nuova AUA per modifica non sostanziale (AB si ripromette di fare futura richiesta per modifica sostanziale) e decreta conclusione negativa della Conferenza di servizi.
La Provincia a questo punto chiarisce che:
AB non è autorizzata a svolgere l'attività di gestione rifiuti (messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi).
Inoltre AB non è autorizzata a installare le strutture mobili di contenimento (capannoni mobili e strutture di convogliamento emissioni).

Per quanto attiene al nuovo bruciatore la Provincia dichiara che esso è stato installato su ordinanza sindacale (del 13/8/2019). "Questa Provincia rinvia pertanto" al Comune di Concorezzo la verifica della ottemperanza della suddetta Ordinanza sindacale (nostra nota: che non contiene alcuna altra indicazione oltre all'ordine di l'installazione).


RISULTATO : UN BRUCIATORE NUOVO CHE DALLA SUA INSTALLAZIONE HA PEGGIORATO DI MOLTO LA SITUAZIONE BUTTA I SUOI MIASMI SENZA CHE NESSUNO LO ABBIA AUTORIZZATO NE' MESSO A REGIME. INOLTRE L'AZIENDA LAVORA CON UN'AUA CHE NON PUO' PIU' ESSERE VALIDA VISTO IL CAMBIO DEL BRUCIATORE.


CQSA

martedì 17 marzo 2020

ASFALTI BRIANZA NON POTEVA E NON PUO' UTILIZZARE FRESATO. E ALLORA A COSA SERVE LA "MONTAGNA" (25.000 MC)?

















Il Sindaco Capitanio durante il Consiglio comunale del 29/1/2020 conferma che  Asfalti Brianza aveva chiesto nuova AUA anche per la "matrice rifiuti" cioè per poter utilizzare materiale di recupero, cioè asfalto fresato, nella produzione di bitume.
La rinuncia alla nuova AUA - dice  Capitanio - riporta tutto alla condizione precedente
PER CUI ASFALTI BRIANZA (COME DEFINITO DALLA VECCHIA AUA) NON HA MAI POTUTO E A TUTTOGGI NON PUO' UTILIZZARE MATERIALE DI RECUPERO, CIOE' ASFALTO FRESATO. NELLA  PROPRIA PRODUZIONE. DEVE USARE SOLO MATERIE PRIME. 

Commento: ma allora perchè da anni si lascia che AB ammassi una montagna (25.000/30.000 mc. è la dimensione attuale) composta in gran parte da ASFALTO FRESATO che non dovrebbe usare? 
IL 24/1/2020 scadeva il termine previsto per lo sgombero. Ora è stato prorogato di altri 60 gg.  Il Sindaco Capitanio afferma che Concorezzo, a fronte della non ottemperanza della ordinanza sindacale ha espresso parere contrario alla concessione di una ulteriore proroga chiesta da AB per lo smaltimento dei rifiuti. Il Comune poi comunicherà alla Procura e ai magistrati notizia del mancato rispetto dell'ordinanza e gli organi giudiziari decideranno se il percorso accertativo sarà civile o penale.
La Procura invece avrebbe deciso per  la riapertura parziale proprio per consentire lo smaltimento della montagna di rifiuti che, a questo punto si conferma essere per AB una specie di "assicurazione sulla vita". Abbiamo già detto che secondo noi tale montagna serve solo per poter agitare contro il Comune di  Concorezzo il fantasma di un fallimento e di una bonifica onerosissima (si parla di un milione di euro o giù di lì) a carico dei cittadini di Concorezzo. L'AUA stessa però dice che una eventuale bonifica è a carico dell'azienda. Ci si muova prima che sia troppo tardi!

PS: ovviamente confidiamo nel lavoro della Prefettura e soprattutto abbiamo fiducia nel fatto che la Procura della Repubblica porrà rimedio a questa vicenda surreale che si trascina da troppi anni

domenica 15 marzo 2020

25/9/2019 - VERBALE SEQUESTRO ASFALTI BRIANZA


Il 25/9/2019 AVVIENE SEQUESTRO PREVENTIVO URGENTE ad opera dei Carabinieri e Carabinieri forestali su mandato della Procura della Repubblica di Monza. Presente anche ARPA.
Il verbale rileva che "la parte (AB) non ha attuato nessuna delle prescrizioni contenute nell'AUA" realizzando "una illecita gestone dei rifiuti con grave pregiudizio per l'ambiente e la salute umana". Parla anche di "reale e concreto pericolo per la salute umana"
Pertanto tutto (esclusi gli uffici) viene posto sotto sequestro e affidato in giudiziale custodia a Vincenzo Bianchi. 
Si è trovato un deposito rifiuti (25.000 mc di fresato) eccedente di 4 volte le prescrizioni AUA (massimo 6000 mc). L'AUA prevede l'utilizzo dei rifiuti entro 6 mesi mentre qui c'è materiale stoccato per più di 4 anni. Il materiale "istantaneo", cioè quello che si può detenere è di 1200 mc (20 volte superiore al dovuto). Le Aree indicate da AUA vengono usate "in totale difformità" rispetto alle prescrizioni. La "montagna" principale (fresato miscelato ad inerti) è di 22.000 mc. (28.000 t). Le dimensioni sono 64 m. x 84 m x un'altezza media di 4 metri e massima che supera gli 8 metri. Ciò configura possibile rischio di inquinamento eolico (da vento). 
Si rileva negli stessi spazi ricadenti nell' AUA di Asfalti Brianza la presenza di un'altra ditta, la W.BAU che ha contratto di locazione col proprietario del sito (G.Bianch). La W. BAU al posto dell'area prevista come magazzino ha realizzato un deposito illegittimo di rifiuti pericolosi e non (di 20 mc.) esposto agli agenti atmosferici e il cui "percolato defluiisce nel pozzetto di raccolta delle acque meteoriche e nel terreno".