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martedì 6 ottobre 2020

ASFALTI BRIANZA - UNA MONTAGNA DI BALLE

ABBIAMO AMPLIATO IL POST CON UN COMMENTO FINALE DEL COMITATO - GRAZIE 








FOTO DE IL CITTADINO

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«Ancora un anno è bruciato, senza un lamento, senza un grido levato a vincere d'improvviso un giorno ». (Salvatore Quasimodo) ...

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E dopo cotanta citazione ecco un bel contributo di ricostruzione storica da parte di Lorenzo Citterio. 

"Allora, una riflessione sui fatti accaduti esattamente da 1 anno a questa parte riguardo la vicenda Asfalti Brianza: 

A seguito di numerose segnalazioni il giorno 4-9-2019 Arpa effettua un sopralluogo ( ovviamente a camino spento) e dal verbale, tra le altre inadempienze emerge anche una curiosità che per noi era già certezza. Cioè che Vincenzo Bianchi, il propietario, afferma che il fresato ritirato da "altri" NON ENTRA NEL CICLO PRODUTTIVO". Ovviamente il suo si. Ma, a parte che anche ciò è illegale, come fa a distinguerli se non hanno alcun documento che ne identifichi origine e composizione? Mah! Il 20-9-2019 le Jene fanno un bliz e portano nelle case di tutti la situazione vergognosa e inaccettabile.

Il 25-9-2019 avviene il sequestro preventivo da parte della Procura della Repubblica di Monza per scorretta gestione dei rifiuti.

Da indiscrezioni (non confermate) giunte alle nostre orecchie parrebbe che l'11-11-2019 Asfalti Brianza fosse sul punto di (o avesse intenzione di) dichiarare il fallimento.

Va in onda nuovo servizio delle Jene.

Il 17-11-2019 il sindaco di Concorezzo dichiara che ATO MB ha inviato ad Asfalti Brianza una diffida per scorretta gestione degli scarichi meteorici in fognatura (questione sollevata già dal 2016 durante l'approvazione dell'AUA e mai verificata prima del sequestro del settembre 2019!)

Il 22-11-2019 Comune di Concorezzo Comunica:

"Si è concluso nella tarda mattinata di oggi, venerdì 22 novembre 2019, l’incontro convocato dal Prefetto di Monza Patrizia Palmisani, avente come oggetto “Stabilimento Asfalti Brianza srl Concorezzo- Salubrità dell’area e problematiche olfattive”. A questo vertice sono stati convocati, oltre al Sindaco del Comune di Concorezzo Mauro Capitanio, anche i direttori generali di Arpa e ATS oltre al titolare di Asfalti Brianza (e per conoscenza il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Monza). Presente all’incontro anche il presidente della Provincia MB Luca Santambrogio come segno di attenzione verso il territorio."

E stato un incontro molto positivo – ha spiegato il Sindaco di Concorezzo Mauro Capitanio –. Il Prefetto ha chiesto formalmente ad ARPA e ad ATS di presentare entro una settimana un piano di lavoro congiunto che darà il quadro della situazione sanitaria. In particolare verranno previste delle analisi di caratterizzazione chimica delle sostanze presenti nell’aria e verranno attivati, se necessario, eventuali rilievi integrativi. Il processo di smaltimento dei rifiuti da parte dell’azienda, inoltre, è in corso secondo il cronoprogramma indicato dalla Procura e dagli Enti coinvolti e dovrebbe concludersi entro la fine di gennaio 2020."

Ora arriveremo all' 11-11-2020 e si completerà un ulteriore anno di concertazioni e continue inadempienze da parte di un'azienda senza alcuna credibilità (lo ha detto perfino il Vicesindaco di Monza che da fine novembre 2017 partecipa regolarmente ai tavoli). Non possiamo capacitarci delle continue richieste inascoltate, delle continue proroghe e rinvii. L'unica possibile spiegazione risiede in un peccato originale, quella enorme montagna illegale che, nell'indifferenza delle istituzioni e degli enti di controllo l'azienda negli anni ha accumulato sul piazzale e che usa come arma di ricatto e assicurazione sulla vita (la propria, non quella degli abitanti dei comuni circostanti). Una montagna il cui smaltimento (lo ha detto Capitanio alle Iene) costerebbe "una milionata" e che in caso di fallimento il Comune di Concorezzo teme di trovarsi sul gobbo. La spiegazione di sei anni spesi dagli Enti ad affaccendarsi a vuoto, dando l'impressione che tutto cambierà ma con la garanzia che nulla cambi davvero.


Commento ulteriore del Comitato 

Purtroppo a questa ricostruzione manca una data che, alla luce di quanto correttamente indicato da Lorenzo lancia una ulteriore spiacevole ombra sulla vicenda. Il 20/11/2019 il Sindaco di Concorezzo Capitanio fa un ulteriore comunicato stampa in cui dice che nel tardo pomeriggio del 20/11/2019 la Procura della Repubblica di Monza ha autorizzato in via sperimentale, su istanza della ditta, una ripresa parziale dell'attività produttiva...

Ciò è avvenuto sulla base delle documentazioni addotte da AB (che poi tutti hanno definito del tutto inadeguate e inattendibili), con un bruciatore nuovo "ordinato" da Capitanio ma mai autorizzato o messo a regime, senza alcuni degli interventi di mitigazione promessi da AB il 26/11/2019 (cappe di aspirazione ecc.), con una produzione notturna praticamente incontrollabile ecc.ecc.  

A questo punto se l' 11/11/2020 dovessimo verificare una presa di posizione ferma da parte di qualche istituzione lo consideremmo un regalo di Natale o forse, più propriamente un eevento straordinario, paragonabile alla neve a ferragosto.





martedì 22 settembre 2020

ASFALTI BRIANZA - LA MONTAGNA ILLECITA E' ANCORA LI'

RILANCIAMO IL POST DEGLI AMICI DE "LA RONDINE" DI CONCOREZZO E PREPARIAMOCI A RIPRENDERE LA NOSTRA PRESSIONE A FAVORE DI UNA SOLUZIONE FINALE E AL RIPRISTINO DELLA LEGALITA'.

CQSASD


ASFALTI BRIANZA. LA MONTAGNA ILLECITA E' ANCORA LI'.
Il 30 settembre scadrà il tempo concesso all'azienda per sistemare le tante e gravi criticità emerse in questi anni, ben certificate dalla documentazione disponibile.
‼ Tra le criticità più preoccupanti figura, ancora oggi, il problema della montagna di fresato stoccata illegalmente nel sito produttivo. Come abbiamo ribadito più volte, si tratta di un punto rilevantissimo. Ricordiamo brevemente il perché.
Quel fresato, all'origine di un intervento dell'Autorità Giudiziaria, non può essere adoperato nella produzione. L'azienda non è stata in grado di dare risposte chiare sull'origine e sulla composizione del prodotto; non dispone delle autorizzazioni necessarie per l'utilizzo; utilizza uno stabilimento produttivo vetusto e si è dimostrata incapace di dare tutte le garanzie necessarie, in termini di salute e sicurezza pubblica.
‼ Perché l'azienda ha stoccato il fresato nel sito? Perché la montagna di fresato è collegata al ciclo produttivo da un nastro trasportatore non previsto dalle autorizzazioni? Quali garanzie può dare il testare la pericolosità dei fumi quando l'azienda adopera materie prime, a fronte della disponibilità di una montagna di rifiuti potenzialmente utilizzabili nel ciclo produttivo?
La nostra posizione è chiara. Le autorità competenti non possono prendere in considerazione l'ipotesi di un riavvio della produzione fino a quando non sarà garantito il pieno rispetto delle norme, in difesa dei cittadini. La rimozione del fresato stoccato illegalmente nel sito è dunque una condizione necessaria.
Se entro il 30 settembre il fresato sarà ancora lì, ci aspettiamo che la Provincia si adoperi per una revoca definitiva dell'autorizzazione a produrre.