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sabato 24 luglio 2021

VARIANTE ALLEVI: SI PROFILEREBBE UNA COLATA DI CEMENTO ATTORNO A SANT'ALBINO

 

Variante Urbanistica in piena estate zitti zitti quatti quatti? Ecco un esempio delle conseguenze sui quartieri Libertà e Sant’Albino (e non solo): le Aree Compatibili con la Trasformazione (in blu nelle foto), attualmente classificate dal PGT vigente come produttive, terziario, commerciali, turistico, ricettive, potranno essere trasformate in residenziali se i proprietari le vorranno dismettere. E questo sarà possibile con un semplice Piano Attuativo presentato dal Privato e approvato solo dalla Giunta, senza passaggio in Consiglio.
🏢 Cosa significa in pratica? Che, ad es., tutta la fascia ad est del viale Stucchi-delle Industrie potrebbe potenzialmente essere trasformata a tappeto in residenziale: tanto “bel” cemento pronto per essere scaricato a terra (ovvio infatti che ai proprietari converrebbe dismettere le attività per guadagnarci molto di più dal farci appartamenti grazie alla sciagurata Variante Allevi-Sassoli che toglie regole e prescrizioni favorendo una deregulation totale).
🏢 E così i quartieri Libertà e S.Albino potrebbero nel prossimo futuro vedersi circondati da una corona di cemento. Pensate, su tutta quella fascia di città che nel 1997 era stata inserita nel Parco di Cintura Urbana con il PRG Benevolo (quando le Lega aveva un’anima ambientalista), nel 2021 la Giunta Allevi-Sassoli con la complicità della Lega (che ha perso l’anima svendendosi a palazzinari e immobiliaristi) incentiva la trasformazione in edificabilità residenziale per interessi speculativi di pochi a danno di molti.
Che brutta fine che fa Monza nel 2021! La Monza del futuro secondo l’attuale Amministrazione 😱😱😱









venerdì 9 luglio 2021

"VARIANTE ALLEVI" AL PGT - IL PARERE DI LAMPERTI E RIVA (PD)

E' nota la nostra contrarietà a questa variante foriera di nuovo cemento. Ecco anche il parere di due esponenti del PD monzese.

CQSASD


Il consigliere Marco Lamperti ci ricorda i pericoli della variante urbanistica firmata #Allevi. Monza rischia di diventare una città dormitorio per i più ricchi, senza lavoro e senza prospettive. Non possiamo permetterlo!

Clicca qui per vedere il video

Anche Egidio Riva, capogruppo del Gruppo Consiliare Pd Monza , ci ricorda dei pericoli della nuova variante urbanistica firmata #Allevi. Vogliono cancellare le regole per permettere uno sviluppo sostenibile della nostra città, lotteremo dentro e fuori il consiglio comunale per evitarlo, potete contarci!

Clicca qui per vedere il video

 

lunedì 15 febbraio 2021

PGT DI CONCOREZZO E DI MONZA A COLPI DI SLOGAN : SI PROCLAMA ZERO CONSUMO DI SUOLO E SI PREPARANO COLATE DI CEMENTO

CONCOREZZO


In particolare su Concorezzo articolo dal Cittadino di Monza (del nuovo editore e del nuovo direttore; ahimé!): https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/concorezzo-approvato-il-nuovo-pgt-a-consumo-zero-di-suolo-critiche-le-opposi_1386062_11/

Brevi estratti: "A livello tecnico il disegno urbanistico della Concorezzo del futuro prevede il consumo zero del suolo, la tutela del verde e la riqualificazione dell’esistente oltre ad aver identificato in via Kennedy l’area dove dovrebbe sorgere la nuova Rsa.

Nostro commento: c’era l’occasione di far chiudere Asfalti Brianza ecc. e non lo si è voluto fare!

Ma anche a Concorezzo molti giustamente si lamentano: 


CEMENTO IN VIA KENNEDY. DA CHE PARTE STA LA POLITICA?
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato del piano di cementificazione previsto per via Kennedy voluto dall'Amministrazione Capitanio, in continuità con quanto previsto da Lega e Forza Italia negli anni scorsi. Qui un link con alcuni dettagli sull'ultimo Consiglio Comunale: https://bit.ly/3aqhoJC.
Oggi vogliamo raccontarvi più precisamente quali sono gli interessi in gioco. Siamo sicuri capirete meglio perché rimane una profonda distanza tra noi e il Sindaco.
⭕ La nostra proposta è molto semplice: se si vuole realizzare l'RSA in via Kennedy è bene si faccia ad ovest del viale, riducendo al minimo il consumo di suolo, preservando il verde dell'area e rispettando le prescrizioni ambientali individuate dagli uffici della Provincia, che ad oggi impediscono l'edificazione ad est.
⭕ L'Amministrazione, invece, insiste nel voler realizzare l'RSA ad est e si è attivata per ottenere dalla Provincia la possibilità di aumentare il consumo di suolo. Perché? Così facendo, tutta l'area ad ovest resterebbe a completa disposizione dei costruttori privati, interessati a realizzare altri palazzi.
Non si tratta di una supposizione o di una ricostruzione parziale. Ancora una volta, sono gli atti pubblici a parlare chiaro. Scorrendo le immagini, potete leggere tre richieste identiche pervenute al Comune e depositate da tre operatori del mattone attivi sul nostro territorio: Devero Costruzioni, Bertolazzi e Habitat 99.
Facendo il proprio lavoro e con l'obiettivo di tutelare al meglio i propri interessi, questi operatori del mattone chiedono al Sindaco di predisporre l'RSA ad est di via Kennedy. Lo fanno in modo molto chiaro e riferendosi a interlocuzioni intrattenute con l'Amministrazione in precedenza.
‼ Anche la politica ha un lavoro da svolgere: trovare un punto di equilibrio capace di salvaguardare l'interesse pubblico, tutelando i cittadini che vivono nell'area, preservando l'ambiente e riducendo al minimo la speculazione edilizia, visti i molti sfitti e invenduti presenti sul nostro territorio.
Eppure l'Amministrazione Capitanio non vuole sentire ragioni e ha preferito rigettare tutte le proposte di mediazione messe in campo dal nostro gruppo, preferendo un approccio completamente in linea con i desiderata di Devero Costruzioni, Bertolazzi e Habitat 99. Il nostro modo di far politica è molto differente, innervandosi innanzi tutto sull'interesse della città e dei suoi cittadini.

CLICCA SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE:








Sono un residente di Viale Kennedy. Alcune settimane fa abbiamo fatto una raccolta firme a sostegno di un’Osservazione al PGT, con lo scopo di consentire la costruzione della RSA (che ha uno scopo sociale), ma impedendo al tempo stesso lo scempio edilizio che si prospetta. Sono state raccolte firme non solo di residenti, ma anche di cittadini che amano quest’area verde naturale. Potete trovare a al link https://www.youtube.com/watch?v=_i7CGeoikJQ la registrazione della seduta del Consiglio del 5/2, dove al momento 4:09:30 si discute la petizione dei cittadini. Invito tutti a dedicare 15 minuti del proprio tempo a guardare il dibattito sulla petizione per farsi una propria opinione. Io la mia ce l’ho: Concorezzo è destinato a diventare un paese sovraffollato, dove la qualità della vita diminuirà per tutti, tranne per quei pochi che diventeranno più ricchi. Più che Borgo del Futuro, parlerei di Quartiere Dormitorio degli Anni ’50. Per quanto riguarda “giardini privati e parchetti per bambini”, che qualcuno confida saranno resi disponibili tra le palazzine, mi sembra una favoletta triste oltre che discutibile (perché giardini privati e non parchi pubblici, allora?).
Seduta del 05/02/2021
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MONZA

 A MONZA  NON SIAMO MESSI MEGLIO!





























La giunta parla di riqualificazione ma si dimentica l'area dell'ex-Macello.
Una riqualificazione che somiglia, troppo, a una cementificazione. Il piano della giunta di centrodestra è stato squadernato nel corso degli ultimi consigli comunali ed è stato approvato dalla maggioranza. Gli emendamenti presentati dalla sinistra, compatta, sono stati di fatto respinti in toto.
Sono 106 le aree per cui c'è il semaforo verde. Tutti di privati, che grazie alle pieghe delle legge regionale con cui sono stati approvati, potranno godere di un indice di edificabilità maggiore del 25 per cento rispetto al normale. Non solo: di pari passo avranno diritto anche a una riduzione del 50 per cento degli oneri urbanistici.
Aree dismesse e di degrado, dice la maggioranza, ma in realtà quelle che possono essere classificate come tali sono solamente 19.
Al contrario zone che meriterebbero un intervento, realmente abbandonate, di cui si discute da tempo, sono state volutamente ignorate. È il caso dell'ex-Macello. Questa sì una superficie contaminata e lasciata a se stessa da decenni, divenuta ricovero di sbandati e che, invece, non è stata nemmeno presa in considerazione; nonostante la minoranza abbia chiesto il suo inserimento nelle varianti al Pgt per poterla finalmente bonificare e riqualificare. Un'area pubblica, quest'ultima, è bene ricordarlo.
Eppure, pare che intorno all'ex-macello l'unica preoccupazione della giunta di centrodestra sia quella di sbarrare gli accessi attraverso i quali i senza fissa dimora riescono a entrare. Dallo scorso giungo, aveva sottolineato l'assessore alla Sicurezza, Federico Arena, la zona è sotto osservazione e per dirla con le sue parole, rilasciate tempo fa un giornale: “La polizia locale è impegnata ogni giorno a riportare la legalità e a contenere le sacche di degrado urbano. Ma non basta, perché, altrimenti, entro qualche giorno li ritroveremo ancora lì”, riferendosi a questo come all'unica problematica dell'area.
Ecco, forse si poteva allargare il discorso: l'occasione e gli strumenti per riqualificare c'erano e sono proprio quelli adottati dalla sua giunta, ma non sono stati presi in considerazione.


Però ci sono dubbi di incostituzionalità!


Le varianti restano al palo
Addio cemento, la legge regionale che prevede la possibilità di edificare fino al 25 per cento in più dei volumi consentiti dal Piano del governo del territorio sarebbe incostituzionale.
E così l'idea della giunta di centrodestra di cancellare lo strumento urbanistico pensato dall'amministrazione Scanagatti potrebbe essere spazzato via dalle carte bollate. Le 106 aree individuate dal Comune, quasi tutte di privati, dovrebbero soddisfare un requisito particolare, cioè dovrebbero essere aree dismesse e di degrado, ma quelle che soddisfano a pieno titolo i requisiti in realtà sarebbero solo 19.
A Palazzo, qualcuno pensava di poter inserirsi tra le pieghe della legge per ridisegnare la Monza del futuro, ma pare che non sarà più possibile. Ora, infatti sulla possibilità offerta da Regione pende la spada del tar, il Tribunale amministrativo regionale, che sollecitato dal comune di Milano ha deciso di vederci chiaro. La sentenza è di là da venire, ma pare che i giudici abbiano già puntato il dito contro il fatto che non vengano rispettate le "prerogative comunali" in materia di a pianificazione urbanistica. C'è poi un altro aspetto su cui si concentra l'attenzione: la legge regionale sembrerebbe troppo rigida rispetto alle differenti realtà locali. E come se non bastasse finirebbe per incentivare l'abbandono degli edifici in vista del premio del 25 per cento. Che va a braccetto con una riduzione del 50 per cento degli oneri urbanistici a favore di chi interviene (costruisce).
Una scorciatoia che potrebbe saltare quindi, e che rimette tutto a posto. La mancanza di programmazione si fa sentire, anche in questo caso.