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mercoledì 29 aprile 2020

LA STORIA DI ASFALTI BRIANZA DIVENTERA' UN ESEMPIO DI COME UNA COMUNITA' DIFENDE LA SALUTE DI TUTTI

Il titolo è nostro.

Accogliamo l'intervento di Francesco Facciuto, sempre misurato e competente.
Non aggiungiamo a commento che il link a questo lavoro di documentazione fatto da noi del Comitato di quartiere S.Albino e San Damiano. 
https://drive.google.com/file/d/1jnsdR-7ynZEGz50AB3dvfwhyUX_a22yu/view 

Sono carte che parlano da sole. Basta leggerlo per ripercorrere anni e anni di vergognosa mancanza di trasparenza e di abbandono dei cittadini.

Lo faremo avere anche alla Procura della Repubblica  e alla Prefettura.
Questa estate non ci accontenteremo di lamentarci quando, ad esempio, l'asilo di Sant'Albino e San Damiano verrà nuovamente invaso da miasmi cancerogeni e i bambini saranno nuovamente costretti, in piena calura, a restare ermeticamente chiusi nelle aule senza andare in giardino! Il tempo della pazienza è finito da anni!

CQSASD


















Francesco Facciuto
3 h
Oggi voglio parlarvi di una vicenda che mi sta a cuore. Dedicatemi 5 minuti.
Forse avete sentito parlare di Asfalti Brianza. E' un'azienda sita a Concorezzo, in zona Malcantone, i cui fumi ricadono con notevole prepotenza sugli abitanti di Rancate, Sant'Albino e San Damiano. Da alcuni anni preoccupa un numero sempre crescente di cittadini, a causa delle insopportabili esalazioni che produce.
Nell'ultimo anno ho dovuto approfondire il caso in qualità di Consigliere Comunale per La Rondine Concorezzo. Lo studio delle carte, il confronto con i cittadini e diverse autorità del territorio, i tanti sopralluoghi, l'analisi delle relazioni tecniche e delle segnalazioni, mi hanno consegnato un quadro scuro, fatto di sofferenze, di paure, inefficienze, mancanza di responsabilità, di scaricabarile.
L'azienda emette nell'aria sostanze altamente nocive, con visibili effetti sui cittadini: lacrimazioni, irritazioni, difficoltà respiratorie. L'odore nauseante è in grado di entrare con forza nelle abitazioni, in alcuni casi rendendo impossibile la permanenza in casa. Diverse abitazioni ed aziende distano meno di 500 metri dal sito produttivo, limite di sicurezza fissato da una relazione tecnica commissionata dalla stessa azienda. Nel tempo, sono emersi tanti e preoccupanti punti interrogativi, a fronte di una condotta a dir poco opaca: a proposito delle modalità di trasporto dei materiali, dello stoccaggio e dello smaltimento dei rifiuti, degli effetti sul suolo e sulle acque.
Per molti anni la politica locale ha adottato una linea di morbida concertazione con l'azienda, senza raggiungere alcun risultato apprezzabile. E' dovuta intervenire la Procura, per portare all'attenzione delle autorità politiche gli illeciti che erano ben visibili ad occhio nudo. Le crescenti preoccupazioni per la salute pubblica e i possibili problemi di ordine pubblico hanno poi motivato l'intervento della Prefettura, oggi impegnata a coordinare un nuovo tavolo di supervisione.
Le procedure amministrative, che avrebbero potuto contenere i danni degli ultimi sei anni, sono state ritardate o perfino ignorate. Non sono mai stati predisposti campionamenti preventivi dell'aria e delle emissioni: si è preferito affidarsi al buon cuore e alle relazioni di parte dell'azienda. E' mancata la volontà politica di prendere di petto la questione.
Tanti cittadini si sono attivati in comitati, per provare a interloquire con le istituzioni e raggiungere una soluzione, dando una straordinaria prova di impegno e senso civico. Penso ad esempio agli amici del Comitato Di Quartiere S.Albino Monza, attivissimi e attenti al tema. Ho poi conosciuto cittadini che non sono stati capaci di trattenere le lacrime mentre li incontravo, per capire cosa stava accadendo. Con altri ho avuto lunghi confronti di merito, per decidere il da farsi, per trovare ogni appiglio possibile che fosse utile a risolvere la questione.
Oggi, dopo quasi due mesi di restrizioni alle proprie libertà, i cittadini si trovano a dover fronteggiare, di nuovo, i disagi di una situazione insostenibile e le preoccupazioni per la propria salute. Questo non è accettabile e rischia di produrre effetti disastrosi sul nostro territorio, anche in termini di credibilità delle nostre istituzioni.
Sia chiara una cosa. Su questa storia non ci sarà nessun arretramento. Non ci interessano gli equilibrismi. Non sono da tempo più credibili vaghi messaggi rassicuranti, dal tono paternalistico.
Alcuni cittadini mi hanno chiesto cosa possono fare per contribuire a risolvere la situazione. Occorre tenere alta l'attenzione, informarsi il più possibile, sensibilizzare le persone vicine. Occorre continuare a pretendere risposte serie dalla politica, affinché certi equilibri possano essere vinti. Possiamo fare in modo che la storia di Asfalti Brianza diventi un esempio, anche per altre comunità che vivono gli stessi disagi e le stesse preoccupazioni.