Chiedo lumi a Gemini Intelligenza artificiale) su questa strana iniziativa del Ministero.
La risposta è piuttosto inquietante.
Risposta:
Sulla base degli elementi attualmente a mia disposizione, posso confermare l'esistenza della circolare a cui fai riferimento. Non si tratta di un'indiscrezione, ma di un atto amministrativo protocollato e diffuso che sta sollevando diverse polemiche tra le organizzazioni sindacali e le forze politiche.
Ecco un'analisi dettagliata del documento e del contesto:
1. Estremi e Oggetto della Circolare
La nota è stata emanata dall'Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Lazio - Ufficio VI (Ambito Territoriale di Roma). La datazione risale a pochi giorni fa (nello specifico, il documento è stato reso pubblico e discusso intorno all'8-14 gennaio 2026).
Oggetto: "Rilevazione alunni/studenti palestinesi a.s. 2025/26".
Mittente: Il dirigente dell'Ambito territoriale di Roma (Danilo Vicca), su indicazione del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
2. Cosa richiede specificamente il Ministero
L'USR Lazio ha inviato ai Dirigenti Scolastici di Roma e provincia la richiesta di compilare un modulo online (form) suddiviso in quattro sezioni:
Sezione 1: Dati identificativi della scuola.
Sezione 2: Dati numerici degli alunni palestinesi nelle scuole statali.
Sezione 3: Dati numerici degli alunni palestinesi nelle scuole paritarie.
Sezione 4 (Facoltativa): Informazioni su eventuali percorsi di inserimento o affiancamento predisposti per questi studenti.
La scadenza per l'invio dei dati era fissata al 14 gennaio 2026.
3. Motivazioni ufficiali e critiche
Il Ministero e gli uffici periferici (come l'Ufficio Ambito Territoriale di Milano, che ha emanato una nota simile a novembre 2025) giustificano queste rilevazioni con la necessità di "garantire un'efficace accoglienza" e fornire supporto mirato a minori che potrebbero aver vissuto esperienze traumatiche legate al conflitto in corso.
Tuttavia, l'iniziativa è stata duramente contestata da sindacati (come la USB Scuola e la FLC CGIL) e da esponenti dell'opposizione parlamentare per i seguenti motivi:
Schedatura su base etnica: Viene criticato il fatto che la rilevazione riguardi esclusivamente una specifica nazionalità o provenienza geografica, operazione ritenuta discriminatoria e priva di un chiaro fondamento normativo che la distingua dalle normali rilevazioni generali sugli alunni stranieri.
Finalità opache: Nonostante la giustificazione del "supporto pedagogico", i critici sostengono che non siano state chiarite le modalità con cui questi dati (pur se numerici) verranno utilizzati e perché sia necessaria una procedura d'urgenza così specifica.
Clima di controllo: Questa circolare si inserisce in un solco di precedenti comunicazioni (alcune delle quali contrassegnate come "Riservate" nel settembre 2025) in cui l'USR Lazio invitava i dirigenti a evitare che gli organi collegiali (come i Collegi Docenti) si occupassero di mozioni politiche sul conflitto in Medio Oriente, suggerendo di mantenere la discussione entro binari esclusivamente didattici.
4. Analisi Critica
L'idea che la scuola debba monitorare i bisogni educativi speciali di studenti provenienti da zone di guerra è, in linea di principio, coerente con le funzioni di inclusione del sistema scolastico. Tuttavia, la modalità — ovvero una richiesta specifica per una singola nazionalità inoltrata tramite uffici territoriali invece di utilizzare le banche dati già esistenti (come l'Anagrafe Nazionale Studenti) — appare amministrativamente ridondante e politicamente sensibile.
Deduco che la scelta di procedere tramite form ad hoc indichi una volontà del Ministero di avere un quadro immediato e "fresco" della situazione, probabilmente in relazione ai recenti arrivi di studenti tramite corridoi universitari o ricongiungimenti familiari (come quelli documentati nell'ottobre 2025). È però onesto sottolineare che l'assenza di una motivazione tecnica dettagliata nella nota ufficiale presta il fianco alle accuse di "censimento etnico" (esito incerto della deduzione basata sulla prassi burocratica standard).