di Rossana Brambilla da il Giorno del 20/09
COPERTURE in amianto e serbatoi di carburante abbandonati, a pochi
metri di distanza da orti e abitazioni, nell’ex deposito di idrocarburi
della Fratelli Ratti. Non vogliono arrendersi i residenti del rione di
Sant’Albino: la loro lotta contro l’inquinamento in via Pietro Micca non
vuole terminare con una sconfitta. «Non ho intenzione di cedere –
dichiara Paolo Teruzzi, portavoce del comitato di quartiere -. Proprio
in questi giorni ho scritto nuovamente all’Ufficio Ecologia del Comune e
all’Asl di Monza e Brianza. Non ho ancora ricevuto risposta. Ma non mi
arrendo. Questa zona deve subire una bonifica, ne va della nostra
salute». Dopo diciassette mesi dalla prima segnalazione, però, amianto e
serbatoi continuano a restare lì, nella vecchia azienda di via Micca.
«Avevamo già richiesto una verifica per un possibile rischio di amianto
ad aprile del 2013 - prosegue Teruzzi —. Il nodo del problema sta però
nel fatto che l’azienda in questione è fallita ed è stata messa in
vendita. Chi acquisterà l’area dovrà provvedere allo smaltimento.
MA I COSTI sono troppo elevati. Dubito che qualcuno si faccia
avanti». Dopo le prime segnalazioni del comitato, l’ufficio Ecologia del
Comune, si era infatti interessato alla vicenda. «La responsabile della
sezione aveva contattato la curatrice fallimentare della società
proprietaria dell’immobile, intimando di presentare una valutazione del
rischio, ovviamente compiuta da un tecnico specializzato, entro trenta
giorni. Un ordine che i proprietari avrebbero potuto eludere ma a patto
di rimuovere direttamente l’amianto in tempo ragionevole. Ma con il
fallimento tutto si è bloccato». Da allora il comitato non ha più avuto
contatti con gli enti responsabili, nonostante le richieste. E finora
nulla è stato fatto. «Temiamo che Comune e Asl si dimentichino di noi —
prosegue il responsabile del comitato —. Il prossimo passo sarà quello
di inserire questa spinosa questione all’interno dell’ordine del giorno
della consulta di quartiere». Cercando casi simili a quello in cui verte
Sant’Albino, i residenti hanno poi trovato alcune testimonianze
riportate da un altro paese brianzolo. «La speranza di certo è l’ultima a
morire — conclude —. Speriamo che anche Monza possa affrontare il
problema come è accaduto a Carate. Lì un commissario straordinario, ha
firmato l’ordinanza che impone al liquidatore della società proprietaria
dei quattro capannoni industriali in cui è stato notato l’eternit, di
provvedere allo smaltimento non oltre il 22 ottobre».