VISIONATE QUESTO VIDEO RELATIVO AD UNA COMMISSIONE TENUTASI IN PROVINCIA NEL 2015 IN RELAZIONE AL SEQUESTRO AVVENUTO AI DANNI DELLA LUCCHINI E ARTONI (APPARTENENTE ALLA STESSA PROPRIETA' DI ASFALTI BRIANZA).
In particolare dopo il minuto 9.30 trovate indicate le normative che fanno del Sindaco il responsabile plenipotenziario della salute dei cittadini.
Si evidenziano anche una serie di interventi amministrativi compiuti dal Comune di Segrate. Interessante analizzare il modus operandi dell'Azienda che si è riprodotto pari pari a Concorezzo (irregolarità di gestione dei rifiuti, sequestro, notizie di reato a fronte di continue richieste da parte dell'Azienda di modifiche dell'AUA, del PGT ecc.).
vedi il video:
https://www.youtube.com/watch?v=IEg5OIUIohM&feature=youtu.be
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2020/06/25
A PROPOSITO DI RESPONSABILITA' DEL SINDACO, DI NORMATIVE VIGENTI E MODUS OPERANDI DELLA PROPRIETA' DI ASFALTI BRIANZA
PRO MEMORIA SULLA PROPRIETA' DI ASFALTI BRIANZA
mentre la Procura indaga rinfreschiamo la memoria sulla proprietà di Asfalti Brianza e sulle sue complesse vicende...
CHI SONO I PROPRIETARI:
e una rassegna stampa che desta qualche preoccupazione:
CHI SONO I PROPRIETARI:
Etichette:#comitatosantalbino, #monza, #
#AB,
#ABPROPRIETA,
#ABPROPRIETA',
#ABRASSEGNASTAMPA
Segrate, area ex Dogana sequestrata per rifiuti pericolosi (gli stessi propietari di Asfalti Brianza) e - YouTube
SEMPRE I BIANCHI PROTAGONISTI (QUELLI DI ASFALTI BRIANZA) !
il video della finanza non ha audio ma basta guardare.
(22) Segrate, area ex Dogana sequestrata per rifiuti pericolosi - YouTube
il video della finanza non ha audio ma basta guardare.
(22) Segrate, area ex Dogana sequestrata per rifiuti pericolosi - YouTube
13/1/2020 - Asfalti Brianza - video trovato in rete (da Il Giornale)
lunedì 13 gennaio 2020
Asfalti Brianza - video trovato in rete (da Il Giornale)
COMITATO DI QUARTIERE S.ALBINO (MONZA) : Asfalti Brianza - video trovato in rete:
Per rinfrescare la memoria (nonostante smog generalizzato da traffico e riscaldamenti,
Per rinfrescare la memoria (nonostante smog generalizzato da traffico e riscaldamenti,
finestre chiuse, produzione ridotta, additivi profumati, controlli da fare "a naso")
su quanto accaduto questa estate.
Teniamoci pronti a contrastare qualsiasi riapertura.
Teniamoci pronti a contrastare qualsiasi riapertura.
ASFALTI BRIANZA - VIDEO DE IL FATTO QUOTIDIANO
giovedì 20 febbraio 2020
Asfalti Brianza - se ne occupa anche il Fatto quotidiano
ps: secondo la stessa Asfalti Brianza le emissioni sono cancerogene solo in un
raggio di 500 metri! Le analisi delle Iene rilevano le stesse sostanze cancerogene
ma con una concentrazione assai più elevata. Le case più vicine sono a 50 metri.
vedi l'articolo qui: Brianza, "aria nociva" dal camino di un'azienda in quattro comuni.
vedi l'articolo qui: Brianza, "aria nociva" dal camino di un'azienda in quattro comuni.
VINCENZO BIANCHI DI ASFALTI BRIANZA: UN UOMO PIENO DI FANTASIA
LEGGI SOLO L'INCIPIT SI QUESTO ARTICOLO DEL 2014 (UNO FRA ALTRI CENTO ARTICOLI).
LE VERITA’ NASCOSTE – SEGRATE DOMANI 2020 CIVICI PER SEGRATE: Pioltello,sisas,fallini,disimine,ambiente,
2020/06/24
LE IENE: "ASFALTI BRIANZA 2 LA VERGOGNA" ("WATERGATE" AL MALCANTONE) - PROTAGONISTI ARPA E CAPITANIO
News |
Asfalti Brianza, i cittadini continuano a vivere respirando fumi | VIDEO

LE EVDENZIAZIONI IN GIALLO SONO NOSTRE
CQSASD
Tre sindaci chiedono risposte certe su Asfalti Brianza, l’azienda di Concorezzo alle porte di Milano che produce asfalti e sembra causare problemi di salute ai cittadini. Alessandro De Giuseppe è tornato da loro perché le analisi vengono fatte quando camino e produzioni sono fermi
“Chiediamo risposte chiare, certe e rapide”. È la richiesta di tre sindaci dei territori attorno ad Asfalti Brianza, l’azienda di Concorezzo alle porte di Milano che produce asfalti e sembra causare problemi alla salute dei cittadini. Con Alessandro De Giuseppe ci siamo occupati di questa vicenda ascoltando tutti i soggetti coinvolti: residenti, Comune, Arpa e azienda (clicca qui per il primo servizio).
“Verso le 23 si accendono questi camini e noi non respiriamo più”, sostengono i residenti. Mal di gola, bruciori agli occhi, asma sono solo alcuni dei malori che accusano alcune centinaia di persone. Tutti abitano vicino allo stabilimento. Nel tempo sono sorti comitati cittadini spontanei che hanno spinto il comune a chiedere gli esami sui fumi e un anno fa sono state fatte le verifiche sui gas emessi. Nonostante le migliorie che l’azienda è stata obbligata a fare il problema è rimasto sempre lo stesso.
Alessandro De Giuseppe per fare chiarezza in questa vicenda insieme ai cittadini ha voluto misurare la qualità dell’aria attorno all’azienda. “È emerso che ci sono dei picchi che risultano cancerogeni”, spiega Alberto Ruprecht, consulente dell’istituto Tumori di Milano. E intanto le emissioni continuano. Così siamo andati a casa del sindaco di Concorezzo. Lo contattiamo all’una di notte nel momento massimo in cui i cittadini accusano odori e malesseri: “Nel momento in cui qualcuno mi mette nero su bianco questi dati certi non ho problema a emettere un’ordinanza per problemi ambientali”, ci aveva assicurato Mauro Capitanio. Insomma, dati certi perché i nostri non erano ufficiali. Doveva pensarci l’Arpa che però non sembrava mai rilevare il problema perché gli esami dell’aria li faceva sempre quando gli impianti erano spenti.
Nel frattempo è proseguita la battaglia dei comitati. A settembre la Procura ha posto sotto sequestro l’azienda per gestione illecita di rifiuti. “Io non ho mai inquinato, sono due anni che l’Arpa viene a fare controlli. La tutela dei cittadini è la prima cosa”, ci ha detto Vincenzo Bianchi Amministratore delegato di Asfalti Brianza.
Passano i mesi ma la situazione non sembra cambiare. Tanto che il 5 maggio a mezzanotte un residente registra un video da fuori lo stabilimento. Si vede un gran fumo uscire da un camino nel cuore della notte. Dopo sequestro e dissequestro, Asfalti Brianza ha riaperto all’inizio della Fase 2, ma la riapertura era vincolata all’obbligo di intervenire sugli impianti per ridurre i fumi e di smaltire la montagna di asfalto fresato che teneva sul piazzale entro gennaio. Un materiale potenzialmente pericoloso.
“Loro hanno accatastato questa montagna di materiale per due motivi: dalle indagini si suppone che usassero una parte di quel fresato nel ciclo produttivo e per smaltirla ci vorrebbero una 15ina di camion al giorno per 60/90 giorni che è più di una milionata”, spiega il sindaco Capitanio. “Teoricamente nel ciclo produttivo avrebbero dovuto utilizzare solo materia prima. Io posso farli chiudere ma ci deve essere un dato oggettivo”. Cioè dimostrare con dati gli odori e l’inquinamento.
L’ente che può dimostrarlo è l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Ma l’azienda può lavorare solo di notte mentre l’Arpa può andare solo di giorno, così per fare le analisi si sono dati appuntamento che non essendo un controllo a sorpresa potrebbe non portare esiti significativi. Così siamo andati a parlare con Paola Bossi, dirigente dell’Azienda regionale per l’Ambiente di Milano. Era il 24 febbraio 2020, l’allarme coronavirus iniziava a diffondersi. Lei anziché risponderci, ci ha tossito in faccia.
Ora arriva la richiesta di 3 sindaci che vogliono risposte chiare e certe su questa azienda. Hanno scritto non solo all’Arpa, ma anche a Prefettura, Procura e Provincia, speriamo sia la volta buona.
2020/06/23
ASFALTI BRIANZA. - Siamo ancora nella merda ma puzzerà il 50% in meno (grazie all'ordinanza di Capitanio)
Il nostro commento per immagini:
CQSASD
Va beh; un po' più seriamente:
Che bella ordinanza! Non dice quali misure deve prendere!! E chiede alla Provincia di recepirle... Evidentemente ha omesso il riferimento a un qualche documento di AB (probabilmente quello dove vengono proposte le malaugurate "nebulizzazioni"!)... Alla faccia della trasparenza!
Non è utile né ad ottenere risultati concreti né a mettere una premessa da utilizzare in caso di ulteriore inadempienza (in sede di TAR o Consiglio di Stato). Il dispositivo è del tutto generico e non se ne comprende l'urgenza! Le perizie pagate dal Comune servivano solo a parare le terga a Capitanio?
Insomma ci sembra solo materiale interessante per i nostri legali.
L'unico luogo dove possono essere decise le modifiche dovrebbe essere la conferenza dei servizi e l'unica cosa seria che dovrebbero fare è avviare la V. I. A., e intanto fare un'ordinanza per fermare la produzione!
Una sera alla 1 Capitanio ha visto con noi sfrecciare un camion di fresato ma zitto e mosca. Sa anche che nel verbale di sopralluogo ARPA del novembre 2019 AB ha ammesso di aver utilizzato fresato (o presunto tale dato che nessuno sa da dove viene e di cosa è composto), cosa del tutto illegittima per sua stessa ammissione. La stessa sera ha detto che di ARPA non ci si può fidare. Poco tempo fa ci ha raccontato che la montagna non era nei 200 m. dal pozzo (poi smentito dai fatti) e che la diffida ATO per irregolarità negli scarichi fognari era risolta. E ATO lo sbugiarda radicalmente.
Capitanio che dice di avere continue interlocuzioni con Procura (a fare che?) e Prefettura e di "lavorare ad otto mani" con gli altri Sindaci ma poi va sempre "a quattro zampe" per conto suo e come Renato Napoli (quello delle intercettazioni Caianiello) continua a "concertare" con Asfalti Brianza!
CQSASD
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Ed ecco il commento molto più sobrio ma altrettanto sconfortato de
La Rondine Concorezzo
ASFALTI BRIANZA. QUANDO MANCA IL CORAGGIO DI GOVERNARE.
Il sindaco di Concorezzo ha da poco emanato un'ordinanza, concertata con l'azienda, per permettere l'adozione di misure finalizzate al contenimento delle emissioni, senza prevedere indicazioni specifiche e azioni ben precise.
E' questo un errore che si ripete, dando ancora una volta carta bianca ad Asfalti Brianza. La scorsa estate, Capitanio ha infatti emanato un'ordinanza per consentire l’installazione di un nuovo bruciatore, con la promessa di una notevole riduzione delle emissioni. A questa modifica dell’impianto sono seguiti disagi fortissimi, portando a oltre 900 segnalazioni in poche settimane, da parte di cittadini esasperati.
Ancora una volta, è mancato il coraggio di governare con risolutezza una vicenda tanto preoccupante. Le inadempienze di Asfalti Brianza, il potenziale pericolo per la salute pubblica e contraddizioni che abbiamo più volte denunciato, sono elementi sufficienti per ordinare la chiusura preventiva del sito, con una revoca dell'autorizzazione a produrre, come previsto dalla legge e dalla giurisprudenza.
⭕ Qui il testo dell'ordinanza: https://bit.ly/2V6HVDO. Letto il titolo e lette le premesse, pur smorzate e senza i doverosi richiami alle molte inadempienze dell'azienda, non possono che prevalere il disappunto e l'incredulità, dato un dispositivo così inefficace e privo di contenuto.
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